L'assedio di Montségur
In cima ad un erto “Pog” si ergeva il castello di Montségur, ultimo baluardo della resistenza catara. Il castello era stato ricostruito dal vassallo del conte di Foix Raymond de Pereille ed era diventato il rifugio degli ultimi Catari sopravvissuti ad anni di sanguinosa guerra, grazie alla sua posizione strategica in cima ad un monte difficile da prendere d’assedio. Poco prima del Natale del 1243 le truppe del Pontefice riuscirono a scalare il monte e a sorprendere gli assediati che dovettero arrendersi. Il primo Marzo Montségur capitolò e i duecento Perfetti asserragliati nel castello scelsero il martirio piuttosto che l’abiura e vennero tutti arsi sul rogo. Ma poco prima era successo un fatto strano: quattro Perfetti si erano allontanati nottetempo dal castello senza essere visti dalle truppe avversarie, portando con sè il “tesoro dei Catari”. Ma in che cosa consisteva il tesoro? Forse nel Santo Graal di cui erano considerati i custodi. Quattro persone non avrebbero potuto trasportare grosse quantità d’oro e d’argento, più probabilmente portavano un singolo oggetto oppure un tesoro senza peso materiale: un segreto da tramandare. Il castello di Montsegur è identificato da Otto Rahn, studioso tedesco che andò in cerca del Graal ed ebbe rapporti con Hitler, nel castello di Montsalvat, che nel Parzival di Wolfram von Eschenbach (XIII secolo) è indicato come il “castello del Graal”. Questo tesoro potrebbe essere stato affidato ad un altro gruppo non eretico ma anch’esso al limite dell’ortodossia come dimostreranno le sue vicende future, un gruppo potente che aveva vari possedimenti nella zona: i Cavalieri Templari.