Commento ad Abacuc
Trovato nella grotta 1, si tratta di un rotolo interessantissimo, poiché fa una cronaca della vita della comunità, soffermandosi su una sorta di scisma che la turbò e gettando una nuova luce su personaggi ben noti del Cristianesimo. Il Maestro di Giustizia si trova a dover affrontare due avversari: uno istiga alcuni membri all’infrazione della Legge ed è detto “Uomo di menzogna”, mentre l’altro è esterno alla comunità ed è detto “Sacerdote empio”. Si è ipotizzato che il Maestro di Giustizia possa essere Giacomo il Giusto, menzionato nei Vangeli come fratello di Gesù. L’avversario interno alla comunità potrebbe essere qualcuno che, arrogandosi il diritto di essere ispirato da Dio tramite un’illuminazione, tenta di stravolgere la dottrina della comunità instaurando pratiche eretiche. Questo personaggio è stato identificato da alcuni studiosi con Paolo di Tarso. E' lui che getta le fondamenta della Chiesa come oggi la conosciamo. E’ Paolo ad instaurare il culto di Gesù, utilizzando nella sua propaganda elementi pagani cristianizzati: Gesù è assimilato ad Attis o a Tammuz, figli di una Dea Madre che muoiono e resuscitano, e ne fa un personaggio eccezionale dalla vita costellata di eventi miracolosi. Viene così perduto l’insegnamento originario, consistente in una corrente dell’ebraismo, e si gettano le fondamenta di una nuova religione, che poi si diffonderà in tutto il mondo. Una religione basata sulle invenzioni di un “uomo di menzogna”? L’altro avversario potrebbe essere il sommo sacerdote Anna, oppositore della linea dura sostenuta da Giacomo, sostenitore dei romani e fautore di una linea più moderata, che avrebbe facilitato l’adesione di nuovi adepti.