I vangeli apocrifi
Durante la vita di Gesù, egli stesso non volle che nessuno raccontasse la sua vita e i fatti incredibili di cui era protagonista, ma pochi anni dopo la sua morte (e poi per i decenni successivi) cominciarono a circolare scritti che lo riguardavano, realizzati da chi era vissuto con lui e lo aveva conosciuto direttamente, e da chi conosceva la sua gloria solo per fama. Per i primi anni del Cristianesimo questi scritti vennero diffusi liberamente, senza troppe preoccupazioni verso la loro attendibilità. Quando, però, nel IV secolo, si cominciò a voler conferire alla Chiesa una struttura ben definita e fissare una volta per tutte le sue regole, sorse il problema della selezione dei racconti sulla vita di Gesù. Questa selezione cominciò con il Concilio di Nicea nel 325 e fu resa ufficiale con quello di Laodicea nel 363. Come ci insegna la tradizione cattolica, i Vescovi, ispirati dallo Spirito santo, scelsero i quattro vangeli canonici che noi tutti siamo stati abituati a considerare gli unici autentici, quelli di Matteo, Luca, Marco e Giovanni. Tutti gli altri vennero bollati come “apocrifi” ossia “falsi, eretici”.
Per chi, però, si accosta alla storia di Gesù senza preconcetti e senza influenze derivanti dal proprio credo religioso, verrebbe spontaneo esaminare gli eventi a lui legati come un qualsiasi fatto storico (visto che oramai la storicità del personaggio di Gesù è assodata) e cioè prendendo in considerazione tutte le fonti disponibili. Nell’esaminare l’attendibilità di una fonte un fattore importante è quello della datazione e in questo caso si tratta di un aspetto a favore dei Vangeli cosiddetti “apocrifi”. Essi, infatti, sono stati scritti prima di quelli canonici, forse anche dopo pochi anni dalla morte di Gesù; i vangeli canonici sono datati tra il 70 e il 95 d..C poiché, anche se Matteo e Giovanni erano apostoli di Gesù, i loro resoconti non furono scritti direttamente da loro, ma da discepoli. Sembra chiaro che molti fatti dei Vangeli ufficiali siano stati inventati per rendere più coerente il racconto, così come alcune parti di quelli apocrifi, che comunque ritengo siano fondamentali per ricostruire la vita e il pensiero del Messia, fornendo, inoltre, il punto di vista sugli eventi di diverse comunità cristiane, come quelle degli Ebrei, dei Nazareni, degli Ebioniti.
In particolare, penso siano molto significativi i vangeli scoperti a Nag Hammadi nel 1945 (che dovettero attendere fino al 1972 prima di essere pubblicati) appartenenti alla corrente gnostica, e i Rotoli di Qumran, che collegano Gesù alla setta degli Esseni stanziatasi sul Mar Morto. Questi vangeli ci danno un’immagine di Gesù per molti versi differente da quella a cui siamo stati abituati e forse ad essa complementare per delinearne meglio la complessa personalità e la vera natura del suo messaggio.
Per chi, però, si accosta alla storia di Gesù senza preconcetti e senza influenze derivanti dal proprio credo religioso, verrebbe spontaneo esaminare gli eventi a lui legati come un qualsiasi fatto storico (visto che oramai la storicità del personaggio di Gesù è assodata) e cioè prendendo in considerazione tutte le fonti disponibili. Nell’esaminare l’attendibilità di una fonte un fattore importante è quello della datazione e in questo caso si tratta di un aspetto a favore dei Vangeli cosiddetti “apocrifi”. Essi, infatti, sono stati scritti prima di quelli canonici, forse anche dopo pochi anni dalla morte di Gesù; i vangeli canonici sono datati tra il 70 e il 95 d..C poiché, anche se Matteo e Giovanni erano apostoli di Gesù, i loro resoconti non furono scritti direttamente da loro, ma da discepoli. Sembra chiaro che molti fatti dei Vangeli ufficiali siano stati inventati per rendere più coerente il racconto, così come alcune parti di quelli apocrifi, che comunque ritengo siano fondamentali per ricostruire la vita e il pensiero del Messia, fornendo, inoltre, il punto di vista sugli eventi di diverse comunità cristiane, come quelle degli Ebrei, dei Nazareni, degli Ebioniti.
In particolare, penso siano molto significativi i vangeli scoperti a Nag Hammadi nel 1945 (che dovettero attendere fino al 1972 prima di essere pubblicati) appartenenti alla corrente gnostica, e i Rotoli di Qumran, che collegano Gesù alla setta degli Esseni stanziatasi sul Mar Morto. Questi vangeli ci danno un’immagine di Gesù per molti versi differente da quella a cui siamo stati abituati e forse ad essa complementare per delinearne meglio la complessa personalità e la vera natura del suo messaggio.