Le Vergini di Chartres
La cattedrale di Chartres è un edificio che si presta a molte interpretazioni esoteriche, essendo situata su un sito considerato sacro dalla tribù gallica dei carnuti. La zona in cui si trova, la Beauce, è stata indicata da Cesare come “santuario della Gallia”, essendo formata da una fitta foresta in cui si apre una radura, il tipico nemeton in cui si celebravano i culti celtici. Chartres sarebbe l’omphalos di questa zona, il luogo in cui convergono particolari canali energetici. Abbiamo già accennato a come il Cristianesimo abbia stabilito i suoi luoghi di culto in siti non scelti casualmente, ma già ricoperti da un’aura di sacralità, seppure pagana. La cattedrale, però, è sorta con un pretesto cristiano, come degna ospite della chemise de la Vierge, una reliquia costituita dalla veste di seta indossata da Maria il giorno dell’Annunciazione o quello della nascita di Gesù.
Entrando nella cattedrale si avverte subito la sensazione di essere ammessi a qualcosa di arcano, che si scoprirà solo se si riuscirà a venire a capo dell’intrico del labirinto da attraversare. La pavimentazione, infatti, è costituita dal famoso labirinto che si estende per trecento metri. La Chiesa afferma che si tratta del cammino difficile e tortuoso verso il Paradiso, ma per chiunque abbia un po’ di dimestichezza con i miti classici, questo simbolo evoca lotte con mostri e ci riporta direttamente nel mondo cretese. Il labirinto di Creta, il luogo di culto per eccellenza della Grande Madre, era un tempio dove solo chi era tanto abile nel trovare l’entrata e l’uscita poteva accederne ai segreti. Il labirinto di Chartres ci porta verso il cuore della Cattedrale: la signora in nero, Notre-Dame du Pilier, che si trova appunto su un pilastro che sembra affondare in quella madre terra su cui si fonda la sua potenza. La statua rappresenta la Vergine col Bambino ed è scura, anche se non è chiaro di che legno si tratti. Si tratta di un’opera del XVI secolo che ne sostituisce un’altra in argento dorato (era infatti abitudine ricoprire le statue con dorature) del XIII secolo.
Questa statua è veneratissima, come pure le altre due celebri raffigurazioni della Vergine che si trovano nella chiesa. Una è quella della vetrata detta di Notre-Dame de la Belle Verrière nel deambulatorio sud, in cui la Vergine indossa una veste di un blu luminoso, mentre Gesù vestito di un abito incolore benedice con la mano destra e tiene con la sinistra un libro aperto; ai loro piedi sono rappresentate le nozze di Cana e la triplice tentazione.
Ancora più interessante è la statua di Notre-Dame de Sous-Terre, riproduzione di quella originale distrutta durante la Rivoluzione. Il suo stesso nome, che la caratterizza come “sotterranea”, la lega in maniera più stretta al probabile culto di un divinità della Madre Terra. Essa si trova nella cripta, dove si trovano anche un pozzo e una cella. La presenza di una fonte si ricollega con l’abitudine dei pagani di erigere statue alle divinità femminili presso le sorgenti. L’originale era probabilmente una statuetta nera di origine gallica rappresentante la Virgo Paritura, la madre di tutti gli uomini, quindi scolpita molti secoli prima che Maria desse alla luce Cristo e che poi cominciasse il culto mariano.
Entrando nella cattedrale si avverte subito la sensazione di essere ammessi a qualcosa di arcano, che si scoprirà solo se si riuscirà a venire a capo dell’intrico del labirinto da attraversare. La pavimentazione, infatti, è costituita dal famoso labirinto che si estende per trecento metri. La Chiesa afferma che si tratta del cammino difficile e tortuoso verso il Paradiso, ma per chiunque abbia un po’ di dimestichezza con i miti classici, questo simbolo evoca lotte con mostri e ci riporta direttamente nel mondo cretese. Il labirinto di Creta, il luogo di culto per eccellenza della Grande Madre, era un tempio dove solo chi era tanto abile nel trovare l’entrata e l’uscita poteva accederne ai segreti. Il labirinto di Chartres ci porta verso il cuore della Cattedrale: la signora in nero, Notre-Dame du Pilier, che si trova appunto su un pilastro che sembra affondare in quella madre terra su cui si fonda la sua potenza. La statua rappresenta la Vergine col Bambino ed è scura, anche se non è chiaro di che legno si tratti. Si tratta di un’opera del XVI secolo che ne sostituisce un’altra in argento dorato (era infatti abitudine ricoprire le statue con dorature) del XIII secolo.
Questa statua è veneratissima, come pure le altre due celebri raffigurazioni della Vergine che si trovano nella chiesa. Una è quella della vetrata detta di Notre-Dame de la Belle Verrière nel deambulatorio sud, in cui la Vergine indossa una veste di un blu luminoso, mentre Gesù vestito di un abito incolore benedice con la mano destra e tiene con la sinistra un libro aperto; ai loro piedi sono rappresentate le nozze di Cana e la triplice tentazione.
Ancora più interessante è la statua di Notre-Dame de Sous-Terre, riproduzione di quella originale distrutta durante la Rivoluzione. Il suo stesso nome, che la caratterizza come “sotterranea”, la lega in maniera più stretta al probabile culto di un divinità della Madre Terra. Essa si trova nella cripta, dove si trovano anche un pozzo e una cella. La presenza di una fonte si ricollega con l’abitudine dei pagani di erigere statue alle divinità femminili presso le sorgenti. L’originale era probabilmente una statuetta nera di origine gallica rappresentante la Virgo Paritura, la madre di tutti gli uomini, quindi scolpita molti secoli prima che Maria desse alla luce Cristo e che poi cominciasse il culto mariano.