I luoghi sacri alla Dea
I luoghi di culto dedicati alla Dea madre pullulano in tutto il mondo e potrebbero essere stati realizzati in corrispondenza di punti attraversati da particolari campi magnetici, nodi geomantici all’intersezione fra correnti energetiche, dette leys.
E’ in questi luoghi considerati sacri che i popoli antichi hanno eretto le loro grandi opere di pietra, sistemandovi enormi monoliti con specifici orientamenti astronomici, grazie a conoscenze molto evolute, che sembrano essere inspiegabili per tali epoche.
Pensando a siti megalitici viene subito in mente Stonehenge, nel Wiltshire. Le pietre più grandi di questo luogo sono dette sarsen (parola forse derivante da “Saraceno”) e sono circondate da pietre azzurre più piccole, dette bluestone. E’ ormai appurato che l’asse della pietra sarsen a forma di zoccolo di cavallo presa come punto di riferimento, è allineata nella direzione in cui il Sole sorge nel solstizio d’inverno; quando una pietra più piccola si vede attraverso il varco in uno dei triliti, il Sole del solstizio d’estate sorge direttamente sopra di essa. Così il sito è organizzato in modo da far penetrare la luce del Sole direttamente nella Terra delimitata dalle pietre. Se consideriamo il Sole come principio maschile e la Terra come principio femminile le pietre di Stonehenge possono essere considerate quali un ventre materno e tutto il sito assume il significato di un rito di fecondazione. Questo concetto può essere applicato anche al simbolismo degli obelischi, monoliti sacri al Dio Sole conficcati nella Terra.
Anche in altri luoghi del mondo si trovano analoghi siti megalitici, ad esempio in Egitto, uno dei principali paesi dediti al culto della Dea nella forma di Iside. Nella regione di Nabta Playa nell’Egitto meridionale si trova un cerchio di pietre megalitiche; siamo alla latitudine di 22,5 gradi, poco più a Sud del Tropico del Cancro, dove il Sole di mezzogiorno di mezza estate brilla direttamente allo zenit.
Anche il complesso della Sfinge e delle piramidi di Giza presentano particolari orientamenti astronomici.
Il tempio di Abu-Simbel, fatto costruire da Ramses II, è situato (anzi era, prima di essere spostato dal luogo originario in seguito alla costruzione della diga di Assuan) a Sud del tropico del Cancro, alla latitudine di 22,1 gradi; inoltre, ogni anno il 17 ottobre un raggio di sole attraversa il vestibolo e illumina le statue del faraone e del dio Amon-Ra.
Il sito megalitico più conosciuto in Francia è Carnac, in Bretagna, dove si trovano centinaia di file di pietre erette e dove si trova Le Grand Menhir, un’enorme pietra che oggi è crollata, ma che un tempo si ergeva verso il cielo per circa 19 m. e secondo alcuni studiosi fu collocata per l’osservazione del sorgere e del tramontare del Sole e della Luna all’orizzonte.
Anche il paesino di Rennes-le-Château, già noto per infiniti misteri legati alla sua storia e già legato al culto della Dea attraverso i Celti, sembra essere collcato nello spazio secondo particolari criteri geometrici: se tracciamo delle linee tra Rennes, la località di Bezu (sede di una fortezza templare) e il castello templare di Blanchefort, ricaviamo un triangolo con due lati uguali e gli angoli interni di 36, 72 e 72 gradi, che può costituire la base di un pentagono. Inoltre, la chiesa di Rennes, il castello di Blanchefort e la chiesa di Arques (dove si trova un altro castello templare) verso est cadono su una linea retta che punta verso il sorgere del sole la mattina del 22 Luglio, festa di Maria Maddalena, personaggio legato la culto della Dea Madre.
E’ in questi luoghi considerati sacri che i popoli antichi hanno eretto le loro grandi opere di pietra, sistemandovi enormi monoliti con specifici orientamenti astronomici, grazie a conoscenze molto evolute, che sembrano essere inspiegabili per tali epoche.
Pensando a siti megalitici viene subito in mente Stonehenge, nel Wiltshire. Le pietre più grandi di questo luogo sono dette sarsen (parola forse derivante da “Saraceno”) e sono circondate da pietre azzurre più piccole, dette bluestone. E’ ormai appurato che l’asse della pietra sarsen a forma di zoccolo di cavallo presa come punto di riferimento, è allineata nella direzione in cui il Sole sorge nel solstizio d’inverno; quando una pietra più piccola si vede attraverso il varco in uno dei triliti, il Sole del solstizio d’estate sorge direttamente sopra di essa. Così il sito è organizzato in modo da far penetrare la luce del Sole direttamente nella Terra delimitata dalle pietre. Se consideriamo il Sole come principio maschile e la Terra come principio femminile le pietre di Stonehenge possono essere considerate quali un ventre materno e tutto il sito assume il significato di un rito di fecondazione. Questo concetto può essere applicato anche al simbolismo degli obelischi, monoliti sacri al Dio Sole conficcati nella Terra.
Anche in altri luoghi del mondo si trovano analoghi siti megalitici, ad esempio in Egitto, uno dei principali paesi dediti al culto della Dea nella forma di Iside. Nella regione di Nabta Playa nell’Egitto meridionale si trova un cerchio di pietre megalitiche; siamo alla latitudine di 22,5 gradi, poco più a Sud del Tropico del Cancro, dove il Sole di mezzogiorno di mezza estate brilla direttamente allo zenit.
Anche il complesso della Sfinge e delle piramidi di Giza presentano particolari orientamenti astronomici.
Il tempio di Abu-Simbel, fatto costruire da Ramses II, è situato (anzi era, prima di essere spostato dal luogo originario in seguito alla costruzione della diga di Assuan) a Sud del tropico del Cancro, alla latitudine di 22,1 gradi; inoltre, ogni anno il 17 ottobre un raggio di sole attraversa il vestibolo e illumina le statue del faraone e del dio Amon-Ra.
Il sito megalitico più conosciuto in Francia è Carnac, in Bretagna, dove si trovano centinaia di file di pietre erette e dove si trova Le Grand Menhir, un’enorme pietra che oggi è crollata, ma che un tempo si ergeva verso il cielo per circa 19 m. e secondo alcuni studiosi fu collocata per l’osservazione del sorgere e del tramontare del Sole e della Luna all’orizzonte.
Anche il paesino di Rennes-le-Château, già noto per infiniti misteri legati alla sua storia e già legato al culto della Dea attraverso i Celti, sembra essere collcato nello spazio secondo particolari criteri geometrici: se tracciamo delle linee tra Rennes, la località di Bezu (sede di una fortezza templare) e il castello templare di Blanchefort, ricaviamo un triangolo con due lati uguali e gli angoli interni di 36, 72 e 72 gradi, che può costituire la base di un pentagono. Inoltre, la chiesa di Rennes, il castello di Blanchefort e la chiesa di Arques (dove si trova un altro castello templare) verso est cadono su una linea retta che punta verso il sorgere del sole la mattina del 22 Luglio, festa di Maria Maddalena, personaggio legato la culto della Dea Madre.