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Paganesimo e Cristianesimo: le Vergini nere

Vergine neraSono moltissimi i luoghi di culto dedicati alla Dea Madre, oltre ai siti megalitici anche numerosissimi templi di pianta circolare. Il dato interessante è che proprio in questi luoghi, di cui tutti rispettavano la sacralità, vennero costruiti importanti luoghi di culto di un’altra religione che con quella pagana non dovrebbe avere niente da spartire, il Cristianesimo. La Chiesa cristiana muove i suoi primi passi in un’Europa dove sopravvivono solide credenze pagane, specialmente quelle legate al culto di una Dea della Terra e, invece di distruggere i suoi templi, li fa suoi, sfruttandone l’aura di sacralità. Possiamo pensare che si trattasse solo di una scorciatoia per accattivarsi gli animi di chi era ritroso alla conversione, ma anche che non ci fosse la completa volontà di cancellare la religione antica, ma anzi di nascondere la permanenza di un culto pagano sotto una facciata cristiana. Quel che fa maggiormente propendere verso questa ipotesi è che sembra ormai chiaro che il culto della Dea sopravvisse, seppur assumendo un altro volto. Permane, infatti, il culto di una figura femminile generatrice di vita di cui si vuole avere la protezione e di cui sorgono moltissimi santuari soprattutto in Francia. La Dea Madre diventa la Madre di Dio, la Vergine Maria. E’ costante in tutte le religioni antiche una divinità femminile madre di un dio salvatore che muore e rinasce, contribuendo così alla rinascita dell’umanità caduta in disgrazia in un mondo divenuto sterile. Chiari qui i richiami al mito di Attis, come pure viene spontaneo un collegamento alla ricerca del Santo Graal, in cui un eletto deve ridare vita ad un Terra Desolata guarendo un re ferito. E dove più chiaramente si conserva il ricordo della sua origine la Vergine diventa nera; in ciò è particolarmente palese il richiamo alla dea Iside, che veniva rappresentata con statuette nere nell’atto di tenere tra le braccia il figlio Horus: una vera e propria Madonna col Bambino. Così la Grande Madre venne recuperata, sebbene epurata dagli elementi distruttrici che la caratterizzavano: la donna è ammessa nel culto cristiano come madre di Dio (il Concilio di Efeso del 431 proclama il concetto di Thetokos cioè di madre di Dio a proposito di Maria), mentre tutti gli elementi più cupi della Dea, i suoi aspetti tenebrosi sono assimilati in una figura femminile negativa destinata ad essere perseguitata, la strega.

Ma non è solo Maria a sovrapporsi alla figura della Dea, c’è un‘altra donna con un ruolo di primo piano, Maria Maddalena. Quest’ultima fu una donna particolarmente vicina a Gesù, secondo quanto narrano i Vangeli gnostici e, secondo una certa scuola di pensiero, fu la sua sposa e la madre dei suoi figli (ricordiamo la teoria del Santo Graal come ventre materno che accoglie il seme divino).

Santuari dedicati a Vergini nere si trovano:

IN ITALIA

    * OROPA. Il Sacro Monte d’Oropa è incentrato sul nucleo del famoso Santuario, nel quale viene venerata la statua lignea della Madonna Nera, trovata per tradizione da Sant’Eusebio sotto le macerie di Gerusalemme e quindi nascosta ad Oropa nella nicchia di un masso erratico vicino a cui sorse in seguito la Cappella del Roc dove fu ritrovata dai pastori.
    * SACRO MONTE DI VARESE. Sul monte sopra Varese, narra la leggenda, sant'Ambrogio sconfisse nel IV secolo d.C. gli ultimi seguaci dell'eresia ariana e donò al piccolo oratorio in costruzione un altare ed una statua lignea raffigurante la Madonna Nera.
     *LORETO. Il santuario marchigiano è stato costruito per accogliere la Santa Casa di Maria trasportata, secondo la leggenda, fin qui in volo da Nazareth da angeli (perciò la Madonna di Loreto è la protettrice degli aviatori), in realtà pare fatta portare nel 1291 dai principi Comneno, forse affidando la missione ai Templari. Ciò sarebbe testimoniato dal ritrovamento di una stoffa con croci patenti rosse tra le pietre della Santa Casa. La statua della Madonna Nera di Loreto è una copia di quella originale, distrutta da un incendio nel 1921. L'originale era probabilmente di origine orientale; a sostegno di tale ipotesi si può ricordare il fatto che, quando Napoleone nel 1797 fece trasportare la statua al Louvre, essa venne classificata come “statua di legno orientale di scuola egizio-giudaica”.
    * TRESIVIO. Nel 1629, sul luogo dove già sorgeva la basilica di Santa Maria di Tronchedo (costruita nell'XI sec.), venne edificata una prima edicola dedicata alla Beata Vergine di Loreto. All'interno, sotto la cupola, si trova la Santa Casa, un piccolo sacello dal soffitto azzurro stellato in cui è custodito il simulacro della Madonna Nera.
    * SOVERETO. Secondo la leggenda nell’anno 1000 un contadino trovò, in una grotta, un’icona della Madonna e una lampada accesa. Nacque’ cosi’, la chiesa di S. Maria di Sovereto; L’icona trovata era quella di una Madonna Nera, la vergine bruna. La chiesa di Sovereto sembra, inoltre, un luogo d’importanza esoterica, in quanto sono presenti simboli templari e il simbolo della Triplice Cinta, particolari che sembrano concorrere a far della chiesa un omphalos, un nodo geomantico.
    * TINDARI. Il Santuario sorge sull'acropoli, a breve distanza dal vecchio santuario, ricostruito dopo essere stato distrutto nel 1544 dai predoni comandati da Ariadeno Barbarossa (1465-1546). Il nuovo tempio, a croce latina, ha una pianta di tipo basilicale con tre navate. Dietro l'altare maggiore si mostra una teca, retta e incoronata da angeli in bronzo, che ospita una statua in legno rappresentante una Madonna Nera in stile bizantino. All'interno della chiesa una serie di mosaici narra la storia del santuario, a partire dal ritrovamento della statua da parte di alcuni pescatori: la Madonna nera viene, quindi, dal mare, forse dall'Oriente o dall'Africa (dall'Egitto forse?). Interessante il mosaico che mostra i pescatori che sistemano la statua in un tempietto dedicato a Cerere: ciò dimostra che il luogo in cui sorgerà il santuario era già un luogo sacro, dove si adorava la Dea madre in una delle sue tante vesti.


ALL’ESTERO

    * CZESTOCHOWA. Vi si trova un trecentesco convento dei Padri Paolini sul colle di Jasna Gòra. Esso comprende la basilica gotica della SS. Croce, sovrastata da una torre rinascimentale dove è conservata la veneratissima icona della Madonna Nera.
    * MONTSERRAT. La montagna segata alta 1.236 metri che ha ispirato Wagner per il Parsifal è sede di un monastero, fondato nel 1205 su un sito del secolo IX, da Oliva, abate del monastero benedettino di Ripoli. All’interno della Basilica di Santa Maria è custodita la statua romanica della Mare de Dèu de Montserrat, la Madonna nera patrona della Catalogna detta la Moreneta.
    * MARSIGLIA. Qui si trova la famosa Notre-dame de la Garde, detta La Brune, statua del XIII secolo. E’ da segnalare, inoltre, che Marsiglia è il luogo in cui, secondo la Legenda Aurea di Jacopo da Varagine, approdò Maria Maddalena dopo un avventuroso viaggio per mare.
    * LIMOUX. Su una collinetta alle porte della cittadina francese, accanto ad una fonte ritenuta miracolosa specilamente per le malattie agli occhi, sorge la basilica di Notre Dame de Marceille  (forse chiamata così in onore di Marsiglia). Qui vi è una statua di una Madonna nera col Bambino che, secondo una leggenda, sarebbe stata trovata d a un contadino mentre arava il suo campo: i buoi si fermarono improvvisamente e , scavando, trovò la statua e la portò a casa.  Durante la notte la sacra immagine sparì e ricomparve nel punto esatto dove era stata trovata. Qui venne eretta  la chiesa,  che pare sorga su un antico tempio romano.
    * ROCAMADOUR. Nel Querce, si trova nell’antica vallis tenebrosa , uno strapiombo di duecento metri sul cui bordo sorgono alcune chiese e un villaggio medievale. Qui è presente una Madonna in maestà del XII secolo. In questo luogo pare sia stato ritrovato nel 1166 il corpo perfettamente conservato di San Amadour, considerato il marito di Veronica, colei che asciugò il volto di Cristo durante la salita al Golgota. Più interessante è il fatto che nei dintorni di Rocamadour pare si adorasse una Madre Nera chiamata Sulevia, divinità celtica o romana.
    * LE PUY-EN-VELAY. Si trova sull’antica Strada Regordana, per la quale si doveva passare se si era diretti in pellegrinaggio a Santiago di Compostela. Ci sono varie versioni sull’origine di questa Vergine Nera, che è stata identificata con una Dea madre celtica o anche con un’Iside con Horus; potrebbe, invece, provenir dal Libano portata dal vescovo di Puy durante la prima crociata. Si ipotizza anche che possa essere un dono di San Luigi di ritorno dall’Egitto.
    * E naturalmente CHARTRES ed è su quest’ultima, e sulle altre rappresentazioni della Vergine che la chiesa accoglie, che vorrei soffermarmi maggiormente.

  

 
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