I Feudi d'amore
Quest'opera è stata scritta da Giacomo de Basieux, un trovatore vissuto nella seconda metà del Duecento autore di opere permeate da uno strano allegorismo, tra cui spicca questo trattatelo in 666 versi in cui si dettano le regole di vita per i Fedeli d’Amore, che probabilmente fu letto anche dai poeti fiorentini. Egli afferma chiaramente che Amore è l’opposto di Morte, riportando a riprova la scomposizione della parola latina:
La ricerca di Amore diventa, quindi, una ricerca dell’immortalità. Secondo il Valli la Morte nasconderebbe la Chiesa e cita una poesia di Gianni Alfani in cui si dice che la morte nel die giudicio sarà a orribile morte giudicata e, visto che sembra assurdo condannare la morte ad un’orribile morte, queste parole devono nascondere un senso allegorico.
A proposito dei Fedeli d’Amore, Giacomo di Baisieux cita una sorta d’investitura, in cui l’adepto riceve un guanto e un bacio, descrivendo quella che sembra una vera e propria iniziazione (ricordiamo anche l’importanza della funzione dei baci nel rito di accoglienza dei nuovi Templari secondo le testimonianze date da questi ultimi durante gli interrogatori).
I Fedeli d’Amore sono descritti come una milizia affratellata nel nome del Santo Amore e della Donna Unica, che può essere interpretata come la Vergine, la Sapienza o un’entità femminile divina non ben identificata. I membri della setta devono assumere come esempio di Fedele perfetto Lancillotto; viene così tracciata una linea di continuità tra i Fedeli d’Amore e i Cavalieri della Tavola Rotonda. Ma allora la cerca del Santo Amore non viene forse a sovrapporsi a quella del Santo Graal? E allora si rafforza il legame con i Catari e, attraverso questi, con i Templari, considerati custodi del Graal.
A-MORT= SENZA MORTE
La ricerca di Amore diventa, quindi, una ricerca dell’immortalità. Secondo il Valli la Morte nasconderebbe la Chiesa e cita una poesia di Gianni Alfani in cui si dice che la morte nel die giudicio sarà a orribile morte giudicata e, visto che sembra assurdo condannare la morte ad un’orribile morte, queste parole devono nascondere un senso allegorico.
A proposito dei Fedeli d’Amore, Giacomo di Baisieux cita una sorta d’investitura, in cui l’adepto riceve un guanto e un bacio, descrivendo quella che sembra una vera e propria iniziazione (ricordiamo anche l’importanza della funzione dei baci nel rito di accoglienza dei nuovi Templari secondo le testimonianze date da questi ultimi durante gli interrogatori).
I Fedeli d’Amore sono descritti come una milizia affratellata nel nome del Santo Amore e della Donna Unica, che può essere interpretata come la Vergine, la Sapienza o un’entità femminile divina non ben identificata. I membri della setta devono assumere come esempio di Fedele perfetto Lancillotto; viene così tracciata una linea di continuità tra i Fedeli d’Amore e i Cavalieri della Tavola Rotonda. Ma allora la cerca del Santo Amore non viene forse a sovrapporsi a quella del Santo Graal? E allora si rafforza il legame con i Catari e, attraverso questi, con i Templari, considerati custodi del Graal.