Otto Rahn
Rahn è un personaggio misterioso, che ha legato il suo nome al nazismo quasi per caso, essendo principalmente un sognatore poco interessato alla politica e perso nel miraggio del Santo Graal, inteso come la Pietra Filosofale, e affascinato dalla storia dei Catari. In lui, l’interesse per il Graal si manifestò fin dai tempi dell’università e la sua tesi di dottorato fu proprio dedicata al Parzival di Wolfram von Eschenbach. Quando, nel 1930, si recherà ai piedi dei Pirenei, nella zona a sud di Tolosa, nelle valli dell’Aude e dell’Ariège sarà il viaggio da sempre vagheggiato verso una terra mitica piena di segreti da scoprire. Qui intendeva studiare le grotte in cui pensava che i Catari officiassero i loro riti e dove si fossero nascosti dalle persecuzioni della Chiesa. Queste idee erano da lui condivise con il presidente dell’azienda turistica di Ussat-les-Bains, Antonin Gadal: anch’egli pensava che le grotte avessero fornito il rifugio ai Catari ed aveva un’inclinazione particolare per i segreti esoterici, tanto da ricoprire dopo la guerra un ruolo di spicco in una società rosacrociana. In Linguadoca Rahn si trovò bene, almeno finché il quotidiano di Tolosa Depeche du Midi insinuò che avesse rapporti con i Polari, una setta nata in Italia e guidata dal musicista Cesare Accomani, che si rifaceva al clima spiritista di moda allora. Questo contribuì a generare intorno a lui un clima di sospetto e a far sorgere interrogativi sui mandanti delle spedizioni nelle grotte dell’Ariège: nazisti o società segrete? Comunque fosse, Rahn risultava essere una spia in un paese dove i Tedeschi non erano visti di buon occhio. Egli trovò, però, anche degli amici in Francia; oltre al già citato Gadal, fu trattato come un figlio dalla contessa Myrianne de Pujol-Murat, appassionata di società esoteriche e convinta della sua discendenza dalla donna-simbolo della resistenza catara: Esclarmonda di Foix. Un altro suo sostenitore era Albert Cassou, industriale collezionista di oggetti catari, il quale fu colui che parlò a Rahn di un’ipotesi affascinante: quella secondo cui i trovatori di Provenza facessero parte di una setta, i Fedeli d’Amore, che usava i versi poetici per dissimulare i precetti dell’eresia catara. Tutti questi temi saranno argomento del suo libro Crociata contro il Graal, che costituirà il tramite per i rapporti con il partito nazista. Prima, però, si situa la fallimentare esperienza di albergatore a Ussat-les-Bains, dove gestiva l’albergo-ristorante Des Marroniers. Quest’attività ebbe un successo temporaneo (Rahn si vantò di aver ospitato persino Marlene Dietrich), ma poi lo portò sull’orlo della rovina.I suoi rapporti con gli abitanti del luogo, inoltre, si incrinarono definitivamente quando Joseph Mandément, il presidente del sindacato di iniziativa turistica di Tarascon, lo sorprese mentre realizzava un falso graffito cataro in una grotta, evidentemente non soddisfatto di quelli trovati fino a quel momento.
Per tutti questi motivi fu costretto a tornare in Germania, dove, inaspettatamente, trovò qualcuno interessato al suo lavoro: Karl Maria Wiligut, che aiutò Himmler, capo delle SS, a fornire il nazismo di una sua religione e mitologia, elaborando l’ariosofismo.
Grazie alla fama della sua Crociata contro il Graal, Rahn venne in contatto con l’Ahnenerbe, dove doveva contribuire alla creazione di una cultura germanica, cercando prove archeologiche dell’antichità della razza tedesca; fu in questo clima che si svolse, ad esempio, la spedizione in Tibet di Ernst Shäffer, per cercare il luogo d’origine della stirpe ariana, la mitica Shangri-La. Rahn venne inserito nel dipartimento “Razza e insediamenti”, mentre solo nel 1936 venne ammesso nelle SS. La Crociata era apprezzata da Wiligut e da Himmler in quanto parlava del Graal rifacendosi soprattutto all’opera di Wolfram von Eschenbach, versione germanica della cerca e collegava la mitica reliquia ai Catari, presentandoli come eredi di un antico popolo, i Celti, in lotta contro Roma e i crociati francesi.
Uno dei primi compiti di Rahn fu quello di cercare nella Svizzera francese prove sulla reale appartenenza degli antenati di Himmler alla razza ariana: pare infatti che uno dei più accaniti persecutori dei non ariani abbia fatto fatica a provare di esserlo lui stesso. Questa missione ebbe successo, essendo un compito adatto ad uno studioso come Rahn, ma saranno altre missioni a metterlo in difficoltà ed a fargli comprendere l’incompatibilità con le SS. Ciò avverrà quando sarà inviato in Islanda per trovare un santuario dedicato agli dei germanici Tor e Odino; lo scopo non sarà raggiunto, sia per la mancata collaborazione delle autorità locali, che per i fondi insufficienti. Inoltre, Rahn si trovò a disagio a causa della vita spartana che doveva condividere con le altre SS, che trovava violente e che non mancavano di prenderlo in giro per le sue debolezze.
Rahn non si trovava a suo agio, ma comunque il contatto con l’ambiente nazista cambiò almeno in parte la sua mentalità, a giudicare dai temi trattati nel suo secondo libro, Alla corte di Lucifero. Quest’opera è profondamente antisemita, esaltando il Nord come luogo d’origine di una razza superiore. Il neopaganesimo a cui inneggia si basa sui culti professati dai Catari, la cui immagine è completamente stravolta: ne fa un gruppo d’invasati che invocano il nome di Lucifero e adorano il Sole e la luna. Lucifero diventa l’angelo “portatore di luce” vittima del potere assoluto che un Dio, di cui è espressione la Chiesa di Roma, che mal sopporta i sussulti di ribellione, ha cacciato dal Cielo. I Catari sono i custodi del Santo Graal, considerato la pietra caduta dalla corona di Lucifero mentre precipitava sulla Terra. Montségur è identificato come il castello di Monsalvat descritto da Wolfram nel Parzival, i cui personaggi sono gli antichi signori di Carcassonne. E i Catari sarebbero gli eredi dei Polari, gli Ariani (dal sanscrito arya=nobili), insediatisi in varie zone della Terra: Polo. Tibet, Atlantide.
Intanto i suoi rapporti con Himmler si andavano deteriorando, a causa di frequenti abusi di alcool e, probabilmente, delle voci riguardanti la presunta omosessualità. Inoltre, lo scrittore si rese conto che la vita con le SS non era fatta solo di ricerche storiche e antropologiche, e di spedizioni alla ricerca di mitici luoghi, ma che era impossibile non “sporcarsi le mani”. Questo diventò chiaro quando venne inviato per periodi di addestramento prima a Dachau e poi a Buchenwald, due nomi tristemente famosi. Quello che vide gli causò disperazione, paura e stupore, non potendo credere che i suoi superiori fossero al corrente di quanto accadeva in quei campi. Dopo quest’esperienza maturò la decisione di presentare le sue dimissioni dalle SS, inviando a Himmler come ultimo contributo alla causa dell’Ahnenerbe uno scritto sul Graal, che non si sa di che cosa trattasse. Pochi giorni dopo quest’atto, il 16 Marzo 1939 (solo per una coincidenza anniversario del 635esimo anno della caduta di Montségur?) fu ritrovato il suo cadavere sulla montagna Widerkaiser, nei pressi di Kufstein in Austria. Non si seppe mai con precisione le cause della morte, forse dovuta all’assideramento, ma secondo alcune voci ad un’ascia nazista che lo decapitò per punirlo di essere fuggito dopo essere stato denunciato. Ma quale fu la colpa di Rahn? Forse solo aver scherzato troppo col fuoco, avvicinandosi ad ambienti pericolosi? Forse aver davvero scoperto qualche misterioso segreto collegato al Graal che i nazisti vollero tenersi per sé eliminando ogni testimone? L’enigma resta, come pure l’immagine di quest’uomo pieno di sogni e fantasie, diventato attore suo malgrado di una delle più grandi tragedie della storia.
Per tutti questi motivi fu costretto a tornare in Germania, dove, inaspettatamente, trovò qualcuno interessato al suo lavoro: Karl Maria Wiligut, che aiutò Himmler, capo delle SS, a fornire il nazismo di una sua religione e mitologia, elaborando l’ariosofismo.
Grazie alla fama della sua Crociata contro il Graal, Rahn venne in contatto con l’Ahnenerbe, dove doveva contribuire alla creazione di una cultura germanica, cercando prove archeologiche dell’antichità della razza tedesca; fu in questo clima che si svolse, ad esempio, la spedizione in Tibet di Ernst Shäffer, per cercare il luogo d’origine della stirpe ariana, la mitica Shangri-La. Rahn venne inserito nel dipartimento “Razza e insediamenti”, mentre solo nel 1936 venne ammesso nelle SS. La Crociata era apprezzata da Wiligut e da Himmler in quanto parlava del Graal rifacendosi soprattutto all’opera di Wolfram von Eschenbach, versione germanica della cerca e collegava la mitica reliquia ai Catari, presentandoli come eredi di un antico popolo, i Celti, in lotta contro Roma e i crociati francesi.
Uno dei primi compiti di Rahn fu quello di cercare nella Svizzera francese prove sulla reale appartenenza degli antenati di Himmler alla razza ariana: pare infatti che uno dei più accaniti persecutori dei non ariani abbia fatto fatica a provare di esserlo lui stesso. Questa missione ebbe successo, essendo un compito adatto ad uno studioso come Rahn, ma saranno altre missioni a metterlo in difficoltà ed a fargli comprendere l’incompatibilità con le SS. Ciò avverrà quando sarà inviato in Islanda per trovare un santuario dedicato agli dei germanici Tor e Odino; lo scopo non sarà raggiunto, sia per la mancata collaborazione delle autorità locali, che per i fondi insufficienti. Inoltre, Rahn si trovò a disagio a causa della vita spartana che doveva condividere con le altre SS, che trovava violente e che non mancavano di prenderlo in giro per le sue debolezze.
Rahn non si trovava a suo agio, ma comunque il contatto con l’ambiente nazista cambiò almeno in parte la sua mentalità, a giudicare dai temi trattati nel suo secondo libro, Alla corte di Lucifero. Quest’opera è profondamente antisemita, esaltando il Nord come luogo d’origine di una razza superiore. Il neopaganesimo a cui inneggia si basa sui culti professati dai Catari, la cui immagine è completamente stravolta: ne fa un gruppo d’invasati che invocano il nome di Lucifero e adorano il Sole e la luna. Lucifero diventa l’angelo “portatore di luce” vittima del potere assoluto che un Dio, di cui è espressione la Chiesa di Roma, che mal sopporta i sussulti di ribellione, ha cacciato dal Cielo. I Catari sono i custodi del Santo Graal, considerato la pietra caduta dalla corona di Lucifero mentre precipitava sulla Terra. Montségur è identificato come il castello di Monsalvat descritto da Wolfram nel Parzival, i cui personaggi sono gli antichi signori di Carcassonne. E i Catari sarebbero gli eredi dei Polari, gli Ariani (dal sanscrito arya=nobili), insediatisi in varie zone della Terra: Polo. Tibet, Atlantide.
Intanto i suoi rapporti con Himmler si andavano deteriorando, a causa di frequenti abusi di alcool e, probabilmente, delle voci riguardanti la presunta omosessualità. Inoltre, lo scrittore si rese conto che la vita con le SS non era fatta solo di ricerche storiche e antropologiche, e di spedizioni alla ricerca di mitici luoghi, ma che era impossibile non “sporcarsi le mani”. Questo diventò chiaro quando venne inviato per periodi di addestramento prima a Dachau e poi a Buchenwald, due nomi tristemente famosi. Quello che vide gli causò disperazione, paura e stupore, non potendo credere che i suoi superiori fossero al corrente di quanto accadeva in quei campi. Dopo quest’esperienza maturò la decisione di presentare le sue dimissioni dalle SS, inviando a Himmler come ultimo contributo alla causa dell’Ahnenerbe uno scritto sul Graal, che non si sa di che cosa trattasse. Pochi giorni dopo quest’atto, il 16 Marzo 1939 (solo per una coincidenza anniversario del 635esimo anno della caduta di Montségur?) fu ritrovato il suo cadavere sulla montagna Widerkaiser, nei pressi di Kufstein in Austria. Non si seppe mai con precisione le cause della morte, forse dovuta all’assideramento, ma secondo alcune voci ad un’ascia nazista che lo decapitò per punirlo di essere fuggito dopo essere stato denunciato. Ma quale fu la colpa di Rahn? Forse solo aver scherzato troppo col fuoco, avvicinandosi ad ambienti pericolosi? Forse aver davvero scoperto qualche misterioso segreto collegato al Graal che i nazisti vollero tenersi per sé eliminando ogni testimone? L’enigma resta, come pure l’immagine di quest’uomo pieno di sogni e fantasie, diventato attore suo malgrado di una delle più grandi tragedie della storia.