I romanzi del Graal
Tenterò ora di fornire una panoramica generale delle opere che possono aiutarci a capire che cos’è il Graal, soffermandomi particolarmente sui punti in cui si parla specificatamente di esso.
Come si è detto il più importante dei romanzi che narrano la cerca è il Conte du Graal (noto anche come Perceval) di Chrétien de Troyes, iniziatore delle leggende sul misterioso recipiente. Egli narra le vicende di un giovane di nome Perceval che, entusiasta dopo l'incontro con alcuni cavalieri della Tavola Rotonda, decide di emularne le gesta, abbandonando la madre vedova, che lo allevato nella foresta lontano dal mondo civile. Il culmine delle sue avventure viene raggiunto quando egli giunge al castello del Re Pescatore, suo cugino, che governa una Terra Desolata, incapace di regnare a causa di una ferita e che passa il suo tempo a pescare. Nel castello l’ingenuo Perceval assiste ad un corteo soprannaturale, dove vede sfilare dei valletti con una lancia insanguinata, una damigella che porta tra le mani un Graal, che emana una luce sfolgorante e un’altra damigella con un tagliere d’argento. La madre ha consigliato a Percival di essere discreto e perciò egli non chiede nulla sul misterioso corteo. Solo più tardi, quando il castello sarà scomparso, verrà a sapere che se avesse posto le giuste domande il re sarebbe guarito e il regno sarebbe tornato all’antica prosperità. Allora Perceval dedicherà il resto della sua vita a ritrovare il castello e porre rimedio ai suoi errori. Ma Chrétien lascia il romanzo incompiuto e sarà compito dei continuatori trovare una degna conclusione alle avventure di Perceval. Quindi, non si parla assolutamente di un coppa in cui avrebbe bevuto Cristo, ma anzi sembra di trovarsi di fronte ad un mito celtico di abbondanza.
Esistono, inoltre, varie versioni della storia del Graal a seconda delle aree geografiche ed al significato più o meno cristiano che si voleva attribuire alla cerca.
Come si è detto il più importante dei romanzi che narrano la cerca è il Conte du Graal (noto anche come Perceval) di Chrétien de Troyes, iniziatore delle leggende sul misterioso recipiente. Egli narra le vicende di un giovane di nome Perceval che, entusiasta dopo l'incontro con alcuni cavalieri della Tavola Rotonda, decide di emularne le gesta, abbandonando la madre vedova, che lo allevato nella foresta lontano dal mondo civile. Il culmine delle sue avventure viene raggiunto quando egli giunge al castello del Re Pescatore, suo cugino, che governa una Terra Desolata, incapace di regnare a causa di una ferita e che passa il suo tempo a pescare. Nel castello l’ingenuo Perceval assiste ad un corteo soprannaturale, dove vede sfilare dei valletti con una lancia insanguinata, una damigella che porta tra le mani un Graal, che emana una luce sfolgorante e un’altra damigella con un tagliere d’argento. La madre ha consigliato a Percival di essere discreto e perciò egli non chiede nulla sul misterioso corteo. Solo più tardi, quando il castello sarà scomparso, verrà a sapere che se avesse posto le giuste domande il re sarebbe guarito e il regno sarebbe tornato all’antica prosperità. Allora Perceval dedicherà il resto della sua vita a ritrovare il castello e porre rimedio ai suoi errori. Ma Chrétien lascia il romanzo incompiuto e sarà compito dei continuatori trovare una degna conclusione alle avventure di Perceval. Quindi, non si parla assolutamente di un coppa in cui avrebbe bevuto Cristo, ma anzi sembra di trovarsi di fronte ad un mito celtico di abbondanza.
Esistono, inoltre, varie versioni della storia del Graal a seconda delle aree geografiche ed al significato più o meno cristiano che si voleva attribuire alla cerca.