La fine dell'Ordine
Il re di Francia Filippo il Bello sembrava non poter più tollerare la crescente potenza dei Templari e decise di attaccarli apertamente con l’appoggio del pontefice Clemente V. Il re aveva forse mire sul “tesoro” dei Templari, su tutte le ricchezze accumulate nel corso degli anni e che si aggiungevano a quelle trovate in Terrasanta di cui si favoleggiava. Ma potrebbe non essere solo questa la ragione di tanto astio: forse i Templari costituivano un elemento perturbante nel regno di Francia basato sui valori cristiani e che già aveva vinto molte lotte contro le striscianti eresie. Si può ipotizzare che i potenti Templari avess’ero anch’essi, come già i Catari, credenze eretiche e che anch’essi fossero custodi di un qualche segreto in grado di minare il potere del re, legittimato dalla Chiesa di Roma. L’Ordine venne, infatti, accusato di crimini contro Dio e di pratiche blasfeme, che vennero confessate dai membri dell’Ordine. Le confessioni, naturalmente, erano estorte con la tortura e, quindi, potrebbero non essere ritenute affidabili, ma ciò che sorprende è che esse concordino nei loro punti fondamentali:sembra impossibile che tutti i torturati abbiano inventato storie simili, anche perché sono piuttosto strane. Secondo queste confessioni, infatti, i Templari si sarebbero macchiati di gravi devianze rispetto ai dogmi cattolici e si sarebbero dedicati a pratiche blasfeme e idolatre. Le accuse possono essere riassunte così:
Il papa Clemente V cercò di procrastinare finché fu possibile una condanna definitiva dell’Ordine, che costituiva l’ordine religioso più ricco e importante della Chiesa e a cui forse era più legato di quanto affermasse pubblicamente. Ma l’odio della popolazione e del re di Francia verso questi “banchieri eretici” cresceva sempre di più e le loro colpe erano ormai note a tutti. Nel 1312 il pontefice si decise a sciogliere l’Ordine e a devolvere i suoi beni agli Ospitalieri di San Giovanni, senza però condannarlo: solo chi fu accusato di “crimini” venne arso sul rogo. Il 18 marzo 1314 il Gran Maestro Giacomo di Molay e le altre quattro maggiori autorità dell’Ordine decisero di ritrattare le loro confessioni e vennero condannati al rogo. Pare che il Gran Maestro poco prima di morire maledisse Filippo il Bello Clemente V, che poi morirono quello stesso anno.
Così finì l’Ordine, almeno ufficialmente, perché forse continuò ad esistere segretamente e ancora oggi ci sono organizzazioni che si definiscono eredi dei Templari. La loro fine non ha comunque fatto luce sulle accuse che erano state mosse, forse frutto dell’invidia derivante da tanto potere e ricchezza o forse, almeno in parte, veritiere e legate al destino di altri perseguitati dalla Chiesa.
- il rinnegamento della croce. Al momento dell’entrata nell’Ordine veniva chiesto ai nuovi adepti di sputare tre volte sulla croce; quest’atto non sembra tanto un rifiuto della figura di Cristo, ma del suo strumento di martirio, accumunabile all’atteggiamento dei Catari. Esso può anche essere spiegato con la conoscenza da parte dell’Ordine di qualche segreto inerente la vita di Gesù e che ne negherebbe la morte nelle circostanze narrate nei Vangeli (e in questo senso il segreto potrebbe combaciare con quello scoperto dall’abate Saunière secondo certe interpretazioni dell’enigma di Rennes-le-Château);
- la sodomia. Quest’accusa non è infrequente verso gli ordini monastici i cui membri hanno fatto voto di castità, ma in questo caso molti interrogati testimoniarono che i maestri dell’Ordine autorizzavano palesemente i rapporti sessuali tra confratelli, mentre proibivano quelli con donne. Anche il più noto sigillo templare, raffigurante due cavalieri sullo stesso cavallo e mirante a simboleggiare il voto di povertà ebbe interpretazioni in chiave omosessuale. Inoltre, molte confessioni parlavano di baci osceni ricevuti durante la cerimonia d’ammissione: il nuovo Templare veniva baciato sull’ano, sull’ombelico e sulla bocca. Questi ultimi atti, però, possono essere letti alla luce dei contatti dell’Ordine con correnti di pensiero orientali, per le quali ano, ombelico e bocca costituiscono i tre punti chiave dell’uomo da cui si diramano le energie vitali.
- l’idolatria. I Templari vennero accusati di adorare idoli pagani, poiché molti affermarono di essere stati costretti ad omaggiare come divina una misteriosa testa barbuta. Questa è una delle questioni più misteriose, essendo difficile capire chiaramente che cosa fosse questa testa o simulacro di una testa. Essa è stata spesso messa in relazione con un idolo orientale, Bafometto, a metà tra un dio e un demonio, dalle incerte origini. Alcuni dicono derivi dall’arabo bahommerid, cioè “moschea”, altri da bahouimid, cioè “vitello” e sia da ricollegarsi al culto del vitello d’oro, altri ancora lo ricollegano al porto di Bapho, a Cipro, dove i Templari si stabilirono a lungo, e quindi al culto di Astarte, una delle tante personificazioni della Dea Madre, la cui devozione si nasconderebbe dietro quella alla Madonna, che i Templari veneravano particolarmente. Non dimentichiamo poi che una testa misteriosa si ritrova anche in uno dei romanzi del Graal, e cioè nella versione celtica che narra le avventure dell’eroe Peredur: arrivato nel castello del Graal sfila davanti a lui un corteo comprendente una lancia sanguinante e un piatto in cui una testa mozzata che galleggia nel sangue, e teste tagliate di vario genere ricorrono nei racconti in cui si narra la ricerca del Graal.
Il papa Clemente V cercò di procrastinare finché fu possibile una condanna definitiva dell’Ordine, che costituiva l’ordine religioso più ricco e importante della Chiesa e a cui forse era più legato di quanto affermasse pubblicamente. Ma l’odio della popolazione e del re di Francia verso questi “banchieri eretici” cresceva sempre di più e le loro colpe erano ormai note a tutti. Nel 1312 il pontefice si decise a sciogliere l’Ordine e a devolvere i suoi beni agli Ospitalieri di San Giovanni, senza però condannarlo: solo chi fu accusato di “crimini” venne arso sul rogo. Il 18 marzo 1314 il Gran Maestro Giacomo di Molay e le altre quattro maggiori autorità dell’Ordine decisero di ritrattare le loro confessioni e vennero condannati al rogo. Pare che il Gran Maestro poco prima di morire maledisse Filippo il Bello Clemente V, che poi morirono quello stesso anno.
Così finì l’Ordine, almeno ufficialmente, perché forse continuò ad esistere segretamente e ancora oggi ci sono organizzazioni che si definiscono eredi dei Templari. La loro fine non ha comunque fatto luce sulle accuse che erano state mosse, forse frutto dell’invidia derivante da tanto potere e ricchezza o forse, almeno in parte, veritiere e legate al destino di altri perseguitati dalla Chiesa.